Super Mario Bros 2: Nintendo voleva un platform verticale in cooperativa

Era il 1988 quando compariva sugli scaffali dei negozi dei videogiochi uno dei sequel più attesi del periodo: si trattava di Super Mario Bros. 2, gioco platform per Nintendo Nes che aveva il difficile compito di bissare il successo ottenuto dal predecessore, Super Mario Bros. Quest'ultimo si era rivelato un vero e proprio fenomeno commerciale, riuscendo a piazzare ben quaranta milioni di unità vendute e stabilendo un record che sarebbe stato superato solo nel 2006 da Wii Sports. Anche Super Mario Bros. 2 ricevette un enorme consenso, sia a livello di critica sia di vendite, stabilendosi come uno dei titoli più importanti e riconoscibili del panorama videoludico degli anni Ottanta.
Anche la serie di Super Mario Bros. continuò a mietere successo e, tra sequel e spin-off , l'ultimo dei quali, Super Mario Galaxy 2, è uscito su Nintendo Wii nel 2010, e accuse di plagio rivolte a The Great Giana Sisters, sviluppato nel 1987 da Rainbow Arts per PC, si è imposta come uno dei nomi più rilevanti e venduti nella storia dei videogiochi.
Questa la storia ufficiale della serie… forse non tutti sanno, però, che, inizialmente, le cose sarebbero dovute andare in modo diverso, visto che il progetto concernente Super Mario Bros. 2 prevedeva un gioco che fosse totalmente differente da quanto è stato poi pubblicato.
Il gioco previsto era un platform cooperativo a due giocatori, caratterizzato dallo scorrimento verticale, in cui, per andare avanti, occorreva ingegniarsi a impilare vari oggetti e blocchi oppure a lanciare il proprio compagno di gioco verso l'alto per poi essere aiutato da quest'ultimo a salire.
Questo concept, però, non riscontrò le simpatie di Kensuke Tanabe, il director del gioco, e di Shigeru Miyamoto, noto autore di videogiochi giapponesi, i quali ritennero che l'idea dello scorrimento verticale fosse troppo debole per tirare fuori un titolo di successo.
Scartato il progetto, uscì in Giappone Super Mario Bros. 2 che, però, non è il gioco che tutti conoscono: per realizzarlo si partì dai livelli del predecessore per crearne di nuovi e molto, troppo, difficili.
Questa versione non piaceva alla divisione americana di Nintendo che decise di commercializzare un altro gioco con il titolo di Super Mario Bros. 2: il titolo in questione era Yume Kōjō: Doki Doki Panic, platform mai uscito dai confini giapponesi.
A Tanabe fu affidato il riadattamento per il mercato occidentale del gioco e questi ne approfittò per inserirvi alcune idee che provenivano dal progetto inizialmente scartato: se in Super Mario Bros. i nemici si uccidevano saltandoci sopra, adesso occorreva sollevarli e scagliarli lontano.
A quel punto Super Mario Bros. 2 fu pubblicato in Occidente per poi essere re-importato in Giappone, mentre l'originale Super Mario Bros. 2 fu pubblicato in Occidente con il titolo di Super Mario Bros: The Lost Levels.
A prescidere dalla situazione, quasi da soap-opera, creatasi, la domanda che potrebbe sorgere riguarda la fortuna e il successo di Super Mario se The Lost Levels fosse uscito in Occidente e se Yume Kōjō: Doki Doki Panic fosse passato inosservato agli attenti tecnici Nintendo.
Per fortuna, le cose sono andate diversamente!
mar 26/04/2011 da Carlo Davide Colucci in Nintendo, Nintendo NES, Platform, Super Mario Galaxy 2.






















Olazz! A TOO solo qeia dlicrees aburewn muxo!!las kiero amix x100pre promo 2010 q xvre =) jajaja laa kiero mi mejor amiga camila te kiero muxo amix !!!!